Chiassosamente reclamavi giustizia

tu con te contro la tua oppressione

Soddisfatta e poi

Grave, duro

passionale, erotico

Silenzio.

Profonda angoscia

che ti ha portato nella tana del lupo

Per questo primo anniversario

E’ un moto naturale quello che mi guida

Non scuoterti per il mio andar via

E’ la mia missione per la liberazione

Incontrare nella morte l’abbandono

Non scuoterti, conserva una parola

una faccia stupita, un punto di domanda

cosi da farmi dubitare del mio passo ma non del nostro incontro.

Io non conosco confine
Sono come l´onda del mare che si infragge sulla spiaggia e la rende parte di sé, fino a consumarla


Io non conosco confine
Non c´è inzio, non c è fine
Non c´è passato né futuro
Il presente è una massa informe dove regna il caos


Tutto si mischia: il significato delle parole, i sentimenti, i pensieri

Nessuna appartenenza

Non c´è mio, non c´è tuo.

Non c´è Me e non c´è Te.


Nella confusione del tutto, resto zitta e ferma

ogni parola, ogni azione, significano qualcosa che non so comprendere.

Talvolta i miei discorsi sono come delle scale a cui mancano degli scalini

mi sento legata ad un implicito che non so spiegare.

Le parole che dico, le parole che restano, sono parte di discorsi che non so seguire

Terra

,

Si mischia tutto
L’acuqa, la terra e il sangue
Ferite profonde che si rimarginano
E non c’è mai un perché
La causa si fonde con l’effetto
Un ti amo mi esce dalla bocca


Suono e canto
Ballo e creo
Mi dispero e piango
Scalcio ed invoco
Le forze sconosciute che modellano il corpo
mentre mani grandi ci indicano la via
per modellare il dentro

Amore mio,
Unico tramite per l’arrivo.

Il materiale

.

Corre su pattini argentati o su due ruote

Conosce il dolore, lo cerca per poterlo accettare in tutte le sue forme.

Si schianta sotto un prato, non alza lo sguardo per vedere il sole ma per salutare luna e stelle.

Si arrampica su cancelli pieni di spine, non si punge perchè ha l’idea ancor prima di apprendere.

Ma poi si riscopre goffo, impacciato, mentre tutti sezionano il suo visibile.

Accecato dal sole, si perde nel tentativo di cucire gli strappi.

Questo è il dolore di cui non vede la forma.

La cura che non ho

La bambina che ero ogni notte mi guarda ai piedi del letto

pretende qualcosa che non posso darle.

Lei mi chiede come mai ho lasciato che il tempo passasse e che lei morisse.

Alla ragazzina che sono stata non importa nulla:

lei non sa nè com’è nata nè com’è morta.

Piccola bambina che ero, fa anche tu come questa ragazzina!

Non implorare una giustizia che non ti verrà data,

non guardare curiosa alle cose della vita.

Io non governo il tempo!

Se solo avessi imparato come non far morire una gemma, giuro,

ti avrei salvata!

Chiudi i tuoi grandi occhi così che anche i miei possano riposare,

arrendili alla delusione dell’essere soli.

Non cercarmi più !

Non so a chi chiederlo

x

Il tuo corpo è grido sordo

la tua faccia, ira spaventata.

Mandi giù per la gola

piccole caramelle tutte colorate

per tenere strette strette nella pancia

le emozioni che vuoi congelate.

Ti sei arresa! Al confine ti hanno braccato

una decina d’uomini senza sorriso.

Ti è costata più energia far finta di lottare!

Da bambino ogni giorno è un nuovo gioco da inventare,

un nuovo ruolo da interpretare

Da adulti come si fa a decidere il gioco della vita,

il ruolo da mantenere?

Che vita è una vita che bisogna gestire, che non può essere agita?

Tocchi

E’ profondo e delizioso il modo in cui capisci le carezze di cui necessita la mia anima.

Mi tieni tra le braccia e mi parli con voce dolce, più dolce del miele.

E’ profondo e misterioso il modo in cui capisci il dolore delle mie ossa.

Mi tocchi senza lasciarmi andare nella mia disperazione.

Tramite te io posso sperimentare me stessa

senza paura, senza confusione,

posso capire dov’è quel confine tra l’Io e l’Altro.

Una poesia di Alda Merini

.

Io sono una città nera.

Io sono una città nera
e una rondine notturna.
Qualche ragazzo mi sorride
e allora divento volpe canterina.
Un mare di pesci
mi nuota sempre intorno,
sono i falsi poeti
che vogliono toccare il genio
con la piuma contorta
di un’insana voracità
ma la curiosità è un grillo schiacciato
che fa finta di essere un’anima.

da “Il Re delle Vacanze” favole, poesie, aforismi.

Assunti di base

La rabbia ha parlato al mio corpo

con piccoli, intensi, formicolii

ha detto alle mie gambe di addormentarsi,

alle mie braccia di paralizzarsi.

Niente ha detto al mio cervello.

Mi sono ritrovata preda dell’intraducibile.